Fonti energetiche

Fonti fossili

In Emilia-Romagna sono stati trovati i primi consistenti giacimenti di gas naturale, la produzione regionale di queste fonti, tuttavia, sta velocemente calando, sebbene con un tasso che negli ultimi anni si sta via via riducendo: oggi la produzione interna di gas (circa 1,8 miliardi di Sm3 nel 2015) copre circa il 26% dei consumi regionali finali di metano, mentre la produzione di petrolio (circa 24 mila tonnellate nel 2015) meno dell’1%

Cosa fa la Regione

La ricerca e coltivazione degli  idrocarburi si inquadrano nel contesto del cosiddetto diritto minerario e rientrano anche nel settore energetico, materia di legislazione concorrente Stato/regioni.

In estrema sintesi si può dire che i giacimenti di idrocarburi sono di proprietà dello Stato (sistema demaniale), che la loro ricerca e sfruttamento vengono effettuati da imprese private (italiane, comunitarie o provenienti da paesi per i quali esiste reciprocità nei riguardi di imprese italiane) in un regime giuridico di concessione (titolo minerario).

I principi alla base della normativa mineraria sono rimasti sostanzialmente inalterati dal 1927, mentre sono state aggiornate le procedure amministrative per il rilascio dei titoli minerari, gestite dal Ministero dello sviluppo economico - UNMIG con l’inserimento di valutazioni ambientali preventive, gestite dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio o dagli uffici ambientali delle Regioni.

Per quanto concerne la sicurezza del lavoro  ed il rispetto dei programmi di lavoro approvati, le attività upstream sono sottoposte alla sorveglianza degli uffici minerari del Ministero dello sviluppo economico (UNMIG) competenti per area geografica.

La Regione provvede:

  • alla formulazione di intese con Stato per: il rilascio dei titoli minerari relativi alla ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi; per l’autorizzazione delle opere che afferiscono alla rete nazionale dei gasdotti;  per la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti fossili di potenza superiore a 300 MW  e per la costruzione e l’esercizio della rete di trasmissione nazionale (RTN).
  • a trasferire ai Comuni interessati da impianti di stoccaggio il contributo compensativo (ai sensi del D. Lgs. n. 130/2010 e della L. n. 244/2017);
  • a concordare con il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo preordinato alla promozione di misure di sviluppo economico ed all’attivazione di una social card per i residenti delle regioni interessate dalle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi (ai sensi della L. n.  99/2009 (art. 45) e del DM 25 febbraio 2016).

Inoltre, la Regione esercita mediante sempre apposita sezione dell'Agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia, le funzioni amministrative relative al rilascio:

  • delle autorizzazioni alla costruzione di elettrodotti sino a 150 KV e altri elettrodotti di interesse non nazionale;
  • delle autorizzazioni all'installazione e all'esercizio degli impianti di produzione di energia, salve le funzioni riservate alle competenze dello Stato;
  • delle  autorizzazioni alla costruzione ed esercizio di metanodotti di interesse non nazionale;
    dei permessi di ricerca geotermici e concessioni geotermiche non espressamente riservati allo Stato;
  • delle autorizzazioni relative a oli minerali e GPL, fatte salve quelle espressamente riservate allo Stato;
  • delle autorizzazioni di infrastrutture di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) con capacità inferiore a 200 tonnellate e superiori o uguali a 50 tonnellate

A chi rivolgersi

Sportello energia 
email  sportelloenergia@regione.emilia-romagna.it

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pubblicato il 2013/06/13 18:10:00 GMT+2 ultima modifica 2019-07-02T15:31:14+02:00

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