lunedì 16.07.2018
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Energia elettrica, la Regione candida la sede Enea bolognese per progetto pilota

Previste attività sperimentali per 25 anni che attrarranno 250 ricercatori

La Regione Emilia-Romagna ha ufficializzato la candidatura ufficiale della sede Enea sul lago del Brasimone, nel territorio di Camugnano sull’Appennino bolognese, per realizzare un impianto pilota di ricerca sull’energia elettrica utilizzando la tecnologia della fusione nucleare. La Regione, oltre a candidare il centro Enea bolognese, ha deciso di stanziare, nel caso in cui l’assegnazione venga attribuita all’Emilia-Romagna, 25 milioni di euro per supportare un’iniziativa che ha in sé forti ricadute scientifiche, economiche e occupazionali, dirette ed indirette sia per il territorio montano che per l’intera regione. Il progetto Dtt (Divertor tokamak test facility) è già stato approvato dal Consorzio europeo EuroFusion e l’Enea è il titolare dell’iniziativa che consentirà di studiare materiali, componenti e soluzioni ingegneristiche per futuri sistemi di produzione di energia pulita e sicura. L’impatto del progetto, se verrà accolto, per l’Emilia-Romagna potrebbe essere consistente, anche dal punto di vista socio-economico. Sono previsti sul territorio, nell’arco di 7 anni, investimenti per circa 500 milioni di euro. Investimenti che potrebbero generare attività sperimentali per una durata prevista in 25 anni, attraendo 250 ricercatori.

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Pubblicato il 06/02/2018 — ultima modifica 06/02/2018
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