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Vivere sostenibile

Casa sostenibile

La Regione Emilia-Romagna intende contribuire con il massimo impegno al conseguimento degli obiettivicasa sostenibile per il 2020 che l’unione europea si è data con il "pacchetto clima-energia", ovvero l’aumento dell’efficienza energetica per ridurre almeno del 20% i consumi energetici, l’incremento fino al 20% del contributo delle fonti rinnovabili, la riduzione almeno del 20% delle emissioni.
Per raggiungere tali obiettivi, è fondamentale intervenire sull’efficienza energetica degli edifici. Con la Delibera dell'Assemblea legislativa n. 156 del 4 marzo 2008, la Regione Emilia-Romagna ha fissato i requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici sul proprio territorio.
L’evoluzione delle tecniche costruttive, gli impianti di climatizzazione evoluti, i nuovi materiali e i prodotti consentono oggi di costruire edifici a basso consumo energetico, ma è possibile intervenire anche su quelli esistenti, operando quella che viene definita “riqualificazione energetica”.
Cosa fare, come intervenire?
In questa sezione evidenzieremo alcuni dei principali interventi possibili rimandando ai tecnici del settore le soluzioni più appropriate alle singole situazioni.

  • Isolamento termico dell’edificio
    Un’elevata quantità di energia viene utilizzata per la climatizzazione delle abitazioni, riscaldandole durante la stagione invernale o raffrescandole nel periodo estivo. Un edificio male isolato, in cui sono elevate le dispersioni attraverso le pareti, i solai, i tetti, gli infissi, eccetera, causa un aumento dei consumi di energia e dei costi energetici. Uno degli interventi più semplici è quello di intervenire sui serramenti e ridurre le dispersioni sostituendo il cassonetto e i vetri con quelli in vetrocamera e rispondenti agli indici di trasmittanza previsti dalla legge. Si può poi intervenire sull’isolamento delle pareti esterne con il sistema di isolamento definito "a cappotto". L’isolamento all’interno è un intervento più semplice ma meno efficace e indicato quando si vuole intervenire sugli ambienti in maniera selettiva, come, ad esempio, per isolare una parete esposta a nord. Le coperture e i soffitti devono essere ben isolati perché l’aria calda, più leggera di quella fredda, tende a dirigersi verso l’alto e può disperdersi all’esterno proprio attraverso le coperture. Se non è abiatato, la soluzione più semplice consiste nella copertura isolante del pavimento del sottotetto; in caso contrario, si deve applicare l’isolante alla superficie inclinata del tetto.
  • Climatizzazione dell’edificio
    Gli impianti di riscaldamento e di raffrescamento hanno un ruolo fondamentale nell’abitazione e influiscono maggiormente e in maniera più diretta sul comfort ambientale e sui consumi energetici. Gli impianti tradizionali sono costituiti dal sistema di produzione (la caldaia), dall’impianto di distribuzione (la rete di tubazioni), dall’impianto di emissione (radiatori, pannelli radianti, eccetera) e dagli organi di regolazione e controllo. Gli impianti di climatizzazione di ultima generazione utilizzano sistemi integrati. Innanzitutto, viene posta attenzione alla caldaia, che deve essere ad alta efficienza energetica. Le caldaie a condensazione (che possono avere diversi tipi di alimentazione) consentono un risparmio di oltre il 20% del consumo di combustibile. In questi tipi di caldaie, opportuni scambiatori di calore recuperano il calore dei fumi di combustione, che nei sistemi tradizionali vengono dispersi in aria. Spesso gli impianti sono collegati a pannelli solari termici che forniscono acqua calda sanitaria e si integrano con la caldaia. Un sistema di controllo delle temperature per ambiente è poi indispensabile per razionalizzare i consumi. Inoltre, vi sono gli impianti di condizionamento e riscaldamento ad aria, che sfruttano fonti geotermiche utilizzando pompe di calore.
  • Pannelli fotovoltaici essi trasformano direttamente la radiazione solare in energia elettrica tramite degli elementi base sensibili alla luce, e collegati a circuiti elettrici. La corrente elettrica generata dai moduli fotovoltaici è continua: per essere utilizzata dagli elettrodomestici o per essere immessa nella rete elettrica nazionale deve essere trasformata in corrente alternata attraverso apparecchi chiamati inverter. Un impianto può essere collegato alla rete elettrica e quindi l’energia prodotta può anche essere rivenduta al distributore di energia, ma può anche rappresentare un’intelligente opzione per le abitazioni isolate, come le baite e i rifugi in montagna. I pannelli fotovoltaici hanno una durata di diversi decenni e, in genere, sono garantiti per almeno venti o venticinque anni.
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Pubblicato il 13/06/2013 — ultima modifica 13/06/2013
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