Nuove regole in regione sulle grandi derivazioni idroelettriche

Via libera dalla Giunta al progetto di legge che promuove l’energia pulita

Con un nuovo progetto di legge la Regione Emilia-Romagna lancia nuove norme sulle grandi derivazioni, che in tutto il territorio sono nove, gestite dal Gruppo Enel. Ora la discussione passa al vaglio della Commissione e dell'Assemblea Legislativa.

L'obiettivo è di arrivare al 100% di energia da fonti rinnovabili entro il 2035. Il programma annuale, a partire dal 2021, prevede controlli periodici sullo stato di efficienza, conservazione e funzionamento delle dighe: un piano straordinario di ammodernamento degli impianti per renderli più sostenibili, a partire dalle prossime concessioni che saranno rilasciate, per produrre più energia verde, a parità di risorsa idrica utilizzata, e realizzare interventi di conservazione dei bacini dei corsi d’acqua di pertinenza a tutela dell’ecosistema e della biodiversità.

Le novità

Il decreto legislativo 79/1999 assegna alle Regioni compito di disciplinare, entro il 2020, le modalità di attribuzione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico, ossia gli impianti con potenza nominale media di concessione superiore o uguale a 3.000 kilowatt.

Il progetto di legge approvato dalla Giunta regionale risponde quindi alle previsioni statali, indicando che al termine delle attuali concessioni – il 1^ aprile 2029 - le nuove assegnazioni avverranno sulla base di una gara pubblica. Avranno scadenza compresa tra venti e quarant’anni, con la possibilità di incrementare il termine al massimo di dieci anni in relazione alla complessità della proposta gestionale presentata e all'importo dell'investimento.

Al termine delle attuali concessioni, nel 2029, tutte le opere bagnate delle dighe passeranno in proprietà alla Regione e dovranno essere consegnate da Enel in stato di regolare funzionamento. Si tratta delle infrastrutture di raccolta, regolazione e derivazione dell’acqua, i canali di adduzione, le condotte forzate e i canali di scarico.

Già a partire dal 2021, invece, cambia la modalità di calcolo del canone dovuto alla Regione. Al posto dell’importo fisso annuo di circa 14 euro a kilowatt arriva un canone a doppia composizione, con una quota fissa di 40 euro per ogni kilowatt di potenza nominale media annua di concessione (rispetto ai 30 euro minimi previsti dalla norma statale) e una variabile, calcolata come percentuale dei ricavi normalizzati sulla base del rapporto tra la produzione dell'impianto, al netto dell'energia fornita gratuitamente alla Regione, ed il prezzo zonale dell'energia elettrica.

Si prevede inoltre l’obbligo di fornire annualmente e gratuitamente alla Regione una quantità di energia di 220 chilowattora per ogni chilowatt di potenza nominale media di concessione. È ammessa la monetizzazione del valore dell’energia. 

Le grandi derivazioni in Emilia-Romagna

Nel piacentino le grandi derivazioni sono due: lo sbarramento sul Po ad Isola Serafini, in comune di Monticelli d'Ongina e l'impianto di Salsominore sul torrente Aveto, a Ferriere. Altre due derivazioni si trovano nel parmense: una afferisce al bacino dell'Enza e comprende le centrali di Rigoso, Selvanizza, Palanzano e Rimagna; la seconda riguarda il bacino del Parma e comprende gli impianti di Bosco di Corniglio e Marra di Corniglio. Una grande derivazione si trova a Ligonchio, nel reggiano, e comprende il sistema idroelettrico afferente alle tre centrali di Ligonchio Ozola, Ligonchio Rossendola, Predare. Due le derivazioni nel modenese: una nei territori di Frassinoro e Montefiorino, con le centrali di Farneta e Muschioso; l’altra a Riolunato, sul torrente Scoltenna. In provincia di Bologna sono 5 gli impianti che afferiscono a un’unica grande derivazione che ricomprende gli impianti di Pavana, Suviana, Bargi, Santa Maria e Le Piane. Nel forlivese-cesenate, infine, c'è la centrale di Isola, sul Bidente, nel comune di Santa Sofia.

Il commento

“Almeno il 30% delle risorse incassate sarà destinato a finanziare azioni di tutela e ripristino ambientale dei corsi d’acqua interessati dalla derivazione - ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo -. Ciò a dimostrazione dei criteri che ispirano il progetto di legge approvato dalla Giunta: sostenibilità ambientale, trasparenza, sicurezza, massima efficienza degli impianti. Con queste regole- chiude l’assessore- si fissano nuovi importanti traguardi nella svolta green dell’Emilia-Romagna”.

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pubblicato il 2020/11/04 12:31:10 GMT+1 ultima modifica 2020-11-04T12:31:10+01:00

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