Introduzione
Il nodo energetico: costi insostenibili e mancanza di tecnologie mature
Al centro della missione istituzionale a Bruxelles del vicepresidente Vincenzo Colla, la firma di un'alleanza strategica con la Generalitat Valenciana per chiedere una revisione immediata delle politiche europee sulle emissioni. Il cuore della protesta riguarda il sistema ETS (Emissions Trading System), che attualmente impone costi ambientali non più sostenibili per un settore, quello ceramico, che rappresenta l'80% della produzione europea.
La richiesta di sospensione del sistema ETS nasce da una constatazione tecnica ed energetica oggettiva: la mancanza su scala industriale di fonti energetiche a basse emissioni (come l'idrogeno verde) e di tecnologie alternative pronte all'uso a costi accessibili.
"Condividiamo l'orizzonte della transizione ecologica, ma questa deve essere compatibile con la tenuta sociale," ha dichiarato Colla. "Il settore sta già investendo, ma non può essere penalizzato da regole che non tengono conto della reale fattibilità tecnologica e che alimentano solo la speculazione finanziaria."
Le 4 proposte per la sicurezza energetica e industriale
Il documento sottoscritto da Emilia-Romagna e Comunità Valenciana articola una strategia d'emergenza basata su leve energetiche e finanziarie precise:
- Congelamento delle quote ETS: Sospensione immediata della revisione dei benchmark 2026-2030, in particolare per quanto riguarda il combustibile, per garantire stabilità agli investimenti.
- Protezione dei confini (CBAM): Applicazione di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per evitare la concorrenza sleale di produttori extra-UE che operano senza vincoli ambientali.
- Semplificazione per le PMI: Innalzamento a 50.000 tonnellate di CO₂ annue della soglia per l'accesso alle misure nazionali equivalenti (Opt-Out).
- Ricerca strategica sulla decarbonizzazione: Finanziamento UE per un programma dedicato alla cattura della CO₂, alla reingegnerizzazione delle macchine termiche e allo studio di nuove materie prime.
Un pilastro economico da 120mila posti di lavoro
I numeri del distretto ceramico evidenziano l'urgenza dell'intervento:
- 38.000 addetti diretti.
- 120.000 lavoratori coinvolti nell'indotto (meccanica, colorifici, logistica).
- 0,9%: il peso irrisorio delle emissioni del settore rispetto al totale regolato, a fronte di un impatto economico e sociale enorme.
Prossime tappe: Intelligenza Artificiale e Sovranità Digitale
La missione a Bruxelles proseguirà domani con un focus sull'innovazione tecnologica applicata all'industria. In particolare, alle 8,30 è in programma l’incontro “Il Tecnopolo Dama e l’AI Factory IT4LIA incontrano il Parlamento europeo” e, alle 10, l’evento “AI Factories and High-Performance Computing: Regions in dialogue for European Digital Sovereignty”.
Ultimo aggiornamento: 26-03-2026, 15:47
