Introduzione
L’ultima fotografia scattata al patrimonio immobiliare della regione ritrae la metà delle abitazioni in possesso di un Attestato di prestazione energetica (Ape). Ma non solo. Nelle nuove costruzioni i consumi coperti da energie rinnovabili passa dal 35% del 2016 al 74% nel 2025 e, negli edifici ristrutturati, la quota si attesta intorno al 30% nel 2025. È quanto emerge dalla nuova edizione del report elaborato da Art-ER, che verrà presentato giovedì 25 giugno 2026 a istituzioni, professionisti, mondo della ricerca e i gestori degli applicativi regionali durante “‘Energia degli edifici in Emilia-Romagna: regole, strumenti e qualità del sistema”.
Organizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Art-ER al Dama Tecnopolo di Bologna, l’appuntamento sarà dedicato all'approfondimento dei requisiti minimi in merito alle prestazioni energetiche degli edifici, all’evoluzione dei sistemi Sace (Catasto degli attestati di prestazione energetica) e Criter (Catasto regionale impianti termici), oltre all’uso innovativo dei dati energetici e il contributo delle politiche regionali alla transizione degli edifici.
Sintesi del report
Le certificazioni energetiche in Emilia-Romagna hanno seguito l'onda degli incentivi statali. Dopo il record del 2024 (+12%), nel 2025 si è registrato un primo assestamento dovuto al ridimensionamento dei bonus. Sebbene il 55% degli immobili regionali resti poi classificato come estremamente energivoro (classi F e G), la transizione accelera grazie a nuove costruzioni sempre più efficienti. Se nel 2016, infatti, solo il 30% dei nuovi edifici era in classe A4, nel 2025 la quota ha raggiunto il 92%.
Parallelamente, gli edifici a energia quasi zero (nZEB) sono letteralmente esplosi, passando dai soli 116 del 2016 a ben 17.993 a fine 2025. Quasi un raddoppio per gli immobili nelle classi migliori (A1-A4), saliti dal 6% all'11% del totale regionale, mentre gli interventi di ristrutturazione hanno tagliato in media del 20% il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile.
Sul fronte del riscaldamento, il catasto regionale (Criter) conta quasi 1,9 milioni di libretti. Il 94% degli impianti è composto da caldaie tradizionali (di cui il 93% a gas), ma resta il problema dell'anzianità, laddove il 44% ha più di 15 anni, nonostante i 440.000 nuovi generatori installati dal 2020 con Superbonus ed Ecobonus. Più recenti le pompe di calore (il 75% installato post-2010).
A vigilare sulla qualità del sistema, la Regione ha già effettuato 54.000 controlli documentali e 21.000 ispezioni sul campo sugli APE. Tutti i dati verranno progressivamente rilasciati in formato Open Data, per supportare la pianificazione energetica futura.
Documenti
Ultimo aggiornamento: 25-06-2026, 10:16
