Introduzione
L’Emilia-Romagna ha già raggiunto l’85,58% della potenza installata prevista dal target Pniec per il 2026 – il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima – con l'obiettivo, per rispettare la roadmap assegnata, di installare circa 360 MW entro il prossimo dicembre. Sono i dati aggiornati al 30 aprile 2026 forniti del portale TE.R.R.A di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, a cui si aggiungono anche i numeri in crescita relativi alle richieste di connessione in alta e altissima tensione per impianti di grande scala. Per la Regione, questi ammontano complessivamente a 8,5 GW: circa 6 GW riguardano il fotovoltaico, 1,2 GW l’eolico on-shore, 1,2 GW l’eolico off-shore e 24,5 MW il geotermico. Di questi, 2,3 GW sono già in iter autorizzativo e altri 2,3 GW hanno concluso l’iter o sono in fase di valutazione ambientale.
Nel corso dell’assemblea annuale di Confindustria, partendo dalle riflessioni evidenziate dal presidente della Confederazione degli industriali Emanuele Orsini, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha affermato:
L’Emilia-Romagna sta facendo la propria parte sul fronte della transizione energetica, con risultati concreti e numeri che dimostrano che il nostro territorio è tra i più avanzati nel percorso di crescita delle energie rinnovabili. È una sfida decisiva per la competitività del sistema produttivo, per la sostenibilità e anche per ridurre il costo dell’energia per imprese e famiglie. Servono però regole nazionali certe, tempi coerenti e investimenti sulla rete elettrica, così da consentire ai territori di accelerare ulteriormente gli interventi e dare piena attuazione agli obiettivi al 2030. E su questo ultimo punto condivido e rilancio l’appello del presidente Orsini. L’Emilia-Romagna non si tira certo indietro. Ma per quanto riguarda le rinnovabili è il Governo che autorizza e poi, nel nostro caso, ostacola i progetti di eolico offshore, creando rallentamenti che di fronte all’attuale situazione geopolitica non possiamo permetterci.
La prospettiva nazionale
La stabilità del quadro normativo nazionale che regola lo sviluppo delle energie rinnovabili resta comunque un tema centrale. A partire dalle connessioni alla rete elettrica, dalle procedure autorizzative e gli incentivi alle nuove tecnologie energetiche, una parte rilevante dei progetti oggi in attesa risente della saturazione virtuale della rete elettrica nazionale e della continua evoluzione delle norme di riferimento, che negli ultimi anni ha prodotto rallentamenti, incertezza e difficoltà di programmazione. Restano inoltre aperti alcuni nodi strategici legati alle Hydrogen Valleys finanziate con fondi Pnrr, in particolare sul fronte dei decreti di incentivazione per la produzione di idrogeno verde.
In questo senso, il Presidente de Pascale ha commentato:
La crescita delle rinnovabili- spiega il presidente de Pascale- richiede una collaborazione piena tra istituzioni nazionali, Regioni, territori e operatori economici. L’Emilia-Romagna sta facendo uno sforzo importante per accompagnare gli investimenti, garantire procedure efficienti e raggiungere gli obiettivi europei al 2030, ma servono condizioni nazionali più chiare e durature per consentire a imprese, territori e amministrazioni di pianificare gli interventi con maggiore certezza. A partire dalle connessioni alla rete, che rappresentano oggi uno dei temi decisivi per accelerare davvero la crescita delle rinnovabili e ridurre il costo dell’energia. La transizione energetica ha bisogno di stabilità, programmazione e scelte industriali chiare, perché riguarda direttamente la competitività del Paese e il futuro del nostro sistema produttivo.
In Emilia-Romagna
Sul fronte delle aree idonee, in Assemblea legislativa sono partiti questa settimana i lavori per il progetto di legge regionale per l'individuazione delle aree destinate agli impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’iniziativa della Giunta de Pascale, che completa il quadro normativo nazionale, punta a definire criteri chiari e omogenei per accompagnare lo sviluppo degli impianti, favorire l’autoconsumo energetico e garantire un equilibrio tra produzione di energia, tutela del territorio e vocazione agricola delle aree interessate. Un percorso che era già stato avviato dalla Regione nel 2025, ma aveva richiesto una revisione dopo le pronunce del Tar del Lazio che avevano modificato parti della normativa nazionale sulle aree idonee, imponendo un aggiornamento del testo legislativo di riferimento per le Regioni.
Sulle aree idonee - ha concluso de Pascale - vogliamo dare finalmente un quadro chiaro a una fase decisiva della transizione energetica. La crescita delle rinnovabili oggi non riguarda soltanto gli obiettivi ambientali, ma la competitività del sistema produttivo, il costo dell’energia e la capacità del Paese di rafforzare la propria autonomia energetica. Con questa legge scegliamo di accompagnare gli investimenti con criteri trasparenti e condizioni certe, sostenendo l’autoconsumo energetico e aumentando la produzione da fonti rinnovabili senza scaricare sui territori assenza di regole o mancanza di programmazione. È una scelta che tiene insieme sviluppo industriale, sostenibilità, tutela del paesaggio e salvaguardia delle produzioni agricole di qualità, in una cornice normativa stabile che consenta a imprese, amministrazioni e comunità locali di sapere con chiarezza come e dove si costruisce questa trasformazione.
Ultimo aggiornamento: 28-05-2026, 16:29
